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Apple don't be evil

Con l'ultimo keynote di Steve Jobs non c'è più alcun dubbio: Apple è di una potenza preoccupante. 

Bella scoperta, penserà qualcuno, ma qui non si tratta più di ammirare gli splendidi prodotti marchiati con la mela che ogni 4-5 mesi brillano sugli scaffali e non si tratta neppure di fanatismo: Apple sta diventando una reale minaccia per tutte le piccole e medie startup che cercano di emergere con sforzi incredibili e un coraggio da leoni. 

Prendiamo ad esempio Dropbox: un servizio eccellente che pur mostrando qualche piccola lacuna - come ad esempio lo spazio davvero limitato a disposizione per archiviare i propri file - aveva coinvolto gli utenti a tal punto da generare un passaparola spontaneo e rapidissimo. Un sogno realizzato ma immediatamente incupito dall'imponente minaccia di iCloud. 

Jobs cambia il nostro modo di pensare e di agire, ancora una volta. Ci sconvolge la vita e, inutile dire il contrario, ce la migliora senza più problemi di sincronizzazione fra device e soprattutto con quello che è stato definito come un "hard disk in cielo" ma che in realtà è molto di più. 

Comoda archiviazione di musica, video, foto, file; notifiche push di sincronizzazione automatica fra dispositivi iOS; integrazione nelle app di sistema e molto altro, il tutto completamente gratuito per ogni Mac User. 

Mentre i ragazzi di Dropbox probabilmente si stanno imbottendo di Xanax per non avere un attacco di panico, c'è chi come Jeff Clavier rompe la tensione e ironizza con un suo tweet: "iCloud = 5000 startups pivoting".

C'è da dire però che mentre Dropbox è fruibile da ogni tipo di device (Mac, PC, ecc), iCloud è solo per iOS, ma è anche vero che gli Apple User sono ben più numerosi dei 25 milioni di utenti di Dropbox e trovarsi iCloud preinstallato nel sistema operativo dà immediatamente un vantaggio notevole alla nuvola a forma di mela. Per non abbattere ulteriormente gli animi dei sostenitori della giovane startup eviterei di rincarare la dose evidenziando le infinite possibilità che si aprono per gli sviluppatori di applicazioni per iOS che ora potranno utilizzare iCloud attraverso le nuove API dell'SDK. Meglio lasciare la parola a chi su Quora ne sta già discutendo da giorni

Ma il carro armato Apple non investe solo i ragazzi di Houston e avanza inesorabile e impietoso verso Instapaper, la startup fondata dall'ex sviluppatore di Tumblr che durante il keynote di Jobs si è lasciato sfuggire un secchissimo ma decisamente esaustivo "Shit." su Twitter. In effetti la nuova funzionalità di Lion chiamata "Reading List" è decisamente simile, per non dire identica, al "Read Later" di Marco Arment come lui stesso ammette in un brillante post pubblicato sul suo blog che si conclude però con uno spiraglio di speranza: 

"So I’m tentatively optimistic. Our world changes quickly, especially on the cutting edge, and I really don’t know what’s going to happen.

C'è poco da ridere anche per i ragazzi di Spotify e per le startup che si sono lanciate nel mondo della musica: anche i più danarosi fra loro molto difficilmente potranno tirare fuori dalle casse 100-150 milioni di dollari per trattare con le Major dell'industria musicale, come invece fa Apple senza grandi sforzi

E infine la mannaia stronca volente o nolente anche il mercato delle suonerie, già traballante dopo i successi del passato che hanno rimpolpato le tasche di tante aziende italiane e non solo. 

E' finita qui? Certo che no. A farsela addosso davanti alla rivoluzione Apple sono anche i grandi operatori mobili.  Se già WhatsApp aveva fatto innervosire i piani alti di coloro che monopolizzano il mercato degli SMS e MMS, adesso entrambe le parti (oltre a Beluga, Groupme e a molti altri) dovranno iniziare a confrontarsi con un pericolo ben più minaccioso: il servizio di messaggistica gratuita per tutti i fruitori di iOS. 

Nel complesso possiamo dire che spesso Apple lo fa meglio. E' vero, anzi verissimo, ma come si fa a competere con un gigante di queste proporzioni? Dall'altro lato però come si fa a chiedere al team di Steve Jobs di lasciare uno spiraglio d'azione e essere clementi con i più piccoli? Nella giungla nessun animale si sognerebbe di chiedere a un leone di risparmiare una gazzella e credo che lo stessa legge purtroppo sia valida anche in quella digitale.

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Steve Jobs parlava candidamente di iCloud già nel lontano Keynote del 1997. Quando l'altro giorno sul palco del Moscone Center ha detto che Apple stava lavorando al servizio cloud da più di dieci anni, forse aveva proprio ragione.



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