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Groupon al collasso?

Groupon è nel suo momento d'oro? Mi permetto di insinuare il dubbio e di aggiungere un punto di domanda alla fine della frase. 

In un periodo d'oro in cui le IPO degli ultimi mesi hanno raggiunto quotazioni molto alte (Linkedin, Pandora, Fusion.io per nominarne solo alcune), sembra che la stessa sorte possa toccare anche la società americana che di fatto rappresenta il business con la crescita più rapida di sempre. Da un fatturato di 30 milioni di dollari è passata in un solo anno a 713 milioni e adesso sta cercando di capitalizzare altrettanto velocemente

Tutto sembrerebbe andare alla grande. Mason è un geniaccio, Google ha offerto miliardi di dollari per l'acquisizione e la Rete continua a sposare il meccanismo dei coupon ideato da Groupon. Ma se si va più a fondo ci sono due o tre cose che qualche sospetto lo fanno venire, specialmente sulla sostenibilità nel lungo periodo e sul modello di business che l'azienda sta perseguendo. 

Ripassiamo velocemente la curiosa storia finanziaria del gruppo. In pochi mesi hanno preso 2 bei round di finanziamento ma anziché utilizzare i fondi per la crescita della società li hanno messi quasi interamente nelle tasche dei fondatori e degli investitori. Nel penultimo round su 130 milioni raccolti, 120 sono stati distribuiti in questo modo

Senza andare troppo a fondo nell'analisi societaria, anche gli utenti e gli esercenti danno i primi segnali di sfiducia verso il marchio. Oltre ad averne davvero abbastanza delle centinaia di mail che intasano la posta di ogni registrato con annunci che spesso non ci interessano, nelle città in cui Groupon è partita per prima, come Boston, il modello inizia a vacillare: il numero di offerte giornaliere è aumentato da 1 a 5 nell'ultimo anno ma la spesa media per utente è scesa da 18$ a 14$. Mentre l'euforia iniziale dei clienti si è decisamente abbassata, il costo di acquisizione dei nuovi utenti è schizzato da 7$ del 2010 a ben 30$ del Q1 2011. 

A questo punto risulta chiaro che il modello di espansione di Groupon dovrà concentrarsi sull'apertura del maggior numero di città possibili in un tempo brevissimo. Una strategia che però, con i costi di acquisizione ormai alle stelle, potrebbe risultare di difficile realizzazione. 

Veniamo infine al cashflow costruito a discapito degli esercenti. La cassa operativa di Groupon è costruita per la maggior parte dai soldi che il colosso di Chicago incassa immediatamente dai clienti e che paga agli esercenti solo dopo 60 giorni "In North America, we typically pay our merchants in installments within sixty days after the Groupon is sold.". 

Il meccanismo è stato pensato appositamente per permettere all'azienda di far leva economica sui commercianti per auto sostenersi. Per avere un ordine di grandezza a marzo 2011 aveva 290 milioni di dollari destinati agli esercenti ma con l'arrivo della concorrenza è probabile che lo stratagemma non potrà più essere utilizzato e che saranno costretti ad allinearsi agli altri. Google, ad esempio, con le offerte paga i merchant dopo soli 4 giorni e il confronto ormai non regge più. 

A cosa stiamo andando incontro? Si parla già da tempo di bolla nel settore ma considerati gli ultimi due anni mi sembra che fino ad oggi i fattori di cui preoccuparsi siano stati limitati. 

Rispetto al disastro della new economy alla fine degli anni 90, la situazione attuale è ben diversa e i segnali sono decisamente meno negativi: è vero che molti capitali sono ormai disponibili sul mercato per gli investimenti iniziali (Angel, Super Angel e MicroVC) e che le quotazioni sono ai limiti massimi ma questa volta le aziende interessate hanno spesso linee di ricavi ben definite e metriche interessanti. 

Dobbiamo quindi stare tranquilli? Certo che no, il vento sta cambiando velocemente e se fino ad oggi l'azienda di Chicago navigava in acque chete adesso dovrà prestare attenzione a ogni minimo segno perché è possibile che l'inizio della famosa bolla sarà proprio la quotazione in borsa dello stesso Groupon.

Bonus link: un bel pezzo del Guardian su Mason.

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Link brevi


Questa settimana ho investito in..

Pusher, il realtime web alla portata di tutti. 
Pusher ha sviluppato una piattaforma cloud che gli sviluppatori possono integrare molto facilmente all'interno delle loro web app. 

Una piattaforma estremamente solida e semplice da integrare, un team con diverse esperienze precedenti di successo e un parco clienti già ben assortito tra cui SlideShare, Groupon e MailChimp ne completano il profilo.

Nel round di finanziamento in cui sono entrato hanno investito Passion Capital e i fondatori di Heroku.


Forse non tutti sanno che

Gmail fu lanciata su precisa scelta di Larry Page e Sergey Brin il 1° aprile.

Dal racconto di Doug Edwards su Quora, la cosa non fu presa bene dai reporter che pensarono si trattasse di un classico pesce d'aprile firmato Google.



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