Close [x]

Le news più ghiotte nella tua inbox, ogni venerdì mattina

Migliaia di persone sono già iscritte a Wikli!

Wikli seleziona e commenta le news tematiche più interessanti della settimana,
le confeziona e te le fa trovare puntuali nella casella di posta ogni venerdì alle 8.00.

Inserisci la tua email per richiedere l'iscrizione a startup.wikli.it

Iscriviti!

startup.wikli.it

startup, web, acquisizioni e venture capital

I nuovi ricchi e la quotazione in borsa di Facebook da 100 miliardi di dollari

Uno chef da oltre 20 milioni di dollari, una massaggiatrice da 10 milioni e un graffitaro con un patrimonio di oltre 500 milioni. Potrebbe sembrare un sogno mentre invece è solo uno degli effetti secondari delle quotazioni in borsa in ambito tecnologico degli ultimi anni. 

Ma partiamo dall’inizio. Se sulla stampa e sull’online negli ultimi tempi si è parlato molto della futura quotazione in borsa di Facebook, Groupon e LinkedIn - trattando in particolare i multipli molto alti per le loro valutazioni attuali, le prospettive di crescita futura e la ricchezza personale dei loro fondatori come Mark Zuckerberg con i suoi 24 miliardi di dollari - poco si è detto degli effetti a catena che una successione di operazioni di quotazione in borsa potrebbero avere sul mercato tecnologico americano. 

La conseguenza più diretta, se il trend che vede i fondatori delle società che hanno fatto IPO negli anni novanta essere tra i primi finanziatori delle giovani startup su web e mobile si confermerà, potrebbe portare nuova linfa nelle casse delle migliaia di agguerrite società che si sfidano per il business model del futuro. 

D’altronde il vizio nell’investimento di ventura da parte dei neo milionari non è cosa nuova visto che una recente statistica effettuata sui dati di Angel List vede oltre 4.000 startup finanziate dagli ex-dipendenti di Google, Microsoft, Yahoo!, Paypal e IBM.  Anche in Italia la situazione, con le dovute proporzioni, non è molto diversa e sono molti i casi di investimento angel effettuati dai fondatori di aziende della prima ondata come Buongiorno, Dada, Virgilio, Vitaminic e Venere. 

Un secondo effetto da non sottovalutare è la disponibilità di cassa da destinare ad acquisizioni che le neo quotate potranno mettere sul piatto in un mercato, come quello americano, che già è interessante per le exit delle startup. 

A solo qualche mese dalla quotazione in borsa, LinkedIn ha già iniziato a spendere parte dei 325 milioni di dollari raccolti con l’IPO con l’acquisizione di una prima manciata di startup tra cui Rapportive, Cardmunch e Connected
Se LinkedIn ha già iniziato a spendere sarà interessante capire cosa farà Facebook considerato che con la quotazione rimpinguerà le casse della società con ben 5 miliardi di dollari. Il denaro raccolto potrà servire ad accelerare la crescita a colpo di acquisizioni di team in gamba e di tecnologie immature ma dalle prospettive promettenti. 

Soldi più facili per le startup e possibilità di vendita ai gruppi appena quotati sono solo le prime conseguenze di un movimento che avrà anche qualche effetto negativo sul sistema. Innanzitutto non sarà facile rimpiazzare i quasi mille neo milionari che con la quotazione di Facebook è molto probabile che si ritireranno o si dedicheranno a sogni e progetti al limite del credibile. Un caso eclatante è quello del gruppo di dipendenti Facebook che si stanno organizzando per usare parte dei soldi derivanti dalla IPO per recuperare rovine Maya o per lanciare gli ennesimi progetti di viaggi intergalattici. 

Sembra assurdo ma anche il mercato immobiliare nella zona di Menlo Park (dove ha sede Facebook) ha già subito le conseguenze della valanga di milionari che fanno la guerra per accaparrarsi le case più interessanti. E’ solo di qualche tempo fa la notizia della nuova magione da 7 milioni di dollari che si è aggiudicato Mark Zuckerberg così come il report che indica un aumento del 52,7% delle valutazioni delle case nelle zone limitrofe alla sede di Facebook colonizzate dai dipendenti del social network. 

Ma come dicevamo all’inizio ci sono anche gli aspetti più curiosi della vicenda come lo chef di Google che in quotazione ha monetizzato oltre 26 milioni di dollari o il graffitaro di Facebook che dopo averne dipinto gli uffici nel 2005 in cambio di azioni anziché soldi, si è aggiudicato la bellezza di 500 milioni di dollari al valore attuale della IPO. 

Un sogno che è diventato realtà ma che non va a genio a tutti: primo fra tutti Mark Pincus, CEO di Zynga, che ha lanciato un programma di riappropriazione delle azioni prima della quotazione della sua azienda proprio per evitare che il centralista o il personal trainer aziendale potessero diventare milionari.

Questo è solo un piccolo assaggio di Wikli.
Iscriviti per ricevere ogni settimana startup.wikli.it

Iscriviti!

In Italia intanto

  • Gnammo, la cucina sociale nata dalla fusione di Cookous e CookHunter, lancia il nuovo sito e speriamo che non tardi troppo ad aprire il servizio.
  • Principia investe 2,4 milioni di Docebo, la piattaforma di e-learning con oltre 300.000 utenti attivi.
  • Nasce Homply, il sito che permette di raccogliere e tenere organizzati gli annunci immobiliari con un comodo bookmarklet.
  • Stereomood dopo il successo a MindTheBridge raccoglie un round Angel da IAG e Innogest
  • Timbuktu esce con il nuovo numero del loro stupendo magazine dedicato ai bambini per iPad.
  • Siete pronti per la Merenda con Principia? Il 12 marzo, a Milano, Principia SGR aprirà a tutti un investor meeting parlando delle evoluzioni dell'e-commerce.


Link brevi


Questa settimana investirei in..

Ho scelto di sopprimere la rubrica "Questa settimana investirei in" per evitare conflitti di interesse con il ruolo che ho da qualche mese in Principia SGR

In ogni caso se mi seguite su Twitter troverete spesso tweet con le indicazioni delle aziende/startup che mi piacciono e in cui investirei personalmente.


Forse non tutti sanno che

L'algoritmo originale su cui è basato il motore di ricerca di Google è un brevetto di Stanford che venne venduto al colosso di Mountain View in cambio di una quota della società. Quota che venne poi venduta da Stanford per 336 milioni di dollari nel 2005.



Inserisci la tua email per ricevere questo numero di startup.wikli.it

Rimandamelo!