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startup, web, acquisizioni e venture capital

Il grande giorno della Facebook IPO


Il grande giorno che in tanti stavano aspettando è finalmente arrivato. 

La quotazione in borsa del colosso californiano ha polverizzato qualsiasi record precedente e in particolare: 
  • la più grande IPO tecnologica di tutti i tempi fino ad oggi con una valutazione di circa 104 miliardi di dollari, ossia ben 4 volte maggiore di quanto fece Google nel 2004, di poco oltre a quella di Amazon e abbondantemente superiore al valore di HP e Dell combinate; 
  • la maggiore raccolta di fondi pre-IPO da investitori con ben 2,2 miliardi di dollari; 
  • il maggior numero di acquisizioni effettuato dalla nascita alla quotazione con ben 13 operazioni. 
Se i valori sono senza precedenti anche le stranezze che sono circolate negli ultimi giorni non sono di certo da meno con una serie di episodi che potrebbero facilmente riempire i telegiornali italiani di prima serata. 

Nell’ordine abbiamo letto di: 
Tutti concentrati sul gossip e meno sulle effettive sfide che Facebook dovrà vincere per confermare una valorizzazione così impressionante. I dubbi non sono pochi e se da un lato la squadra capitanata dal giovane Zuckerberg - fresco dei suoi 28 anni - è riuscita in pochi anni a coinvolgere quasi 900 milioni di utenti, dall’altro ci sarà da capire come potranno alimentare sul lungo periodo una crescita esplosiva dei ricavi. 

Ad oggi il modello di business del social network è fondato prevalentemente sui ricavi da pubblicità e sulla moneta virtuale che permette a Zynga e ad altre startup di monetizzare i propri servizi. Linee di ricavi che non sono più sufficienti a sostenere la crescita e che soprattutto, con lo spostamento rapidissimo degli utenti da web a smartphone, almeno per quanto riguarda l’advertising, non sembrano rapidamente replicabili sulle applicazioni mobile. 

La ricerca di nuovi ricavi, a vedere le schizofreniche evoluzioni di Facebook che stanno avvenendo negli ultimi giorni, lasciano già intravedere qualcosa tra cui: 
  • Opzioni a pagamento per gli utenti che desiderano dare più visibilità ai propri contenuti;
  • Sponsored posts che potrebbero permettere agli editori di aumentare il traffico proveniente dal social network
Ci sono poi alcune speculazioni su cui ragiono da qualche tempo: 
  • Meccanismi a pagamento per dare maggiore visibilità alle applicazioni all’interno del social network; 
  • Facebook Connect oneroso per i siti che lo implementano; un network di display advertising simile a Google Adsense per i siti che hanno installato Facebook Connect; 
  • Fan Page aziendali a pagamento; 
La somma di tutti questi elementi dovrebbe aiutarci a capire perchè Facebook ha una valutazione così alta rispetto a quanto si era visto fino ad ora ma invece resta un mistero. 

Venture capitalist, imprenditori, giornalisti e fondatori di startup si stanno scervellando da tempo su quali saranno le strade su cui si potrà concentrare Mark Zuckerberg. Voi cosa ne pensate? Parliamone su Twitter (@magno).

Questo è solo un piccolo assaggio di Wikli.
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In Italia intanto

  • Giovedì 31 maggio nuovo appuntamento con Startuppami a Milano, affrettatevi che sono disponibili ancora pochi posti.
  • Neodata, dopo il funding da 2,5 milioni di Euro, acquisisce Newscurve.
  • C'è tempo fino al primo giugno per partecipare al programma di incubazione EGO 2012 promosso dalla Fondazione Ericsson Italia. 
  • Hai una startup pronta al lancio? Scrivimi due righe!
  • E' partito da pochi giorni Youmpa, il servizio che ti permette di scoprire cosa accade intorno a te e che, tra l'altro, è fatto estremamente bene. 
  • Eccovi qualche slide che ho messo insieme sulle metriche per startup. Un piccolo consiglio: abbondonate da subito le vanity metrics.
  • Un ottimo post di Gianluca Dettori sull'ecosistema in cui si muovono le startup in Italia.


Link brevi


Un libro alla settimana per non perdere l'abitudine

Questa settimana non potevo che consigliarvi un libro dedicato al fenomeno Facebook. 

Scritto dalla redazione di Pandodaily, Buy This Book Before You Buy Facebook, è una raccolta di essay con alcune riflessioni interessanti e qualche curiosità che ancora non era emersa.


Forse non tutti sanno che

Twilio, quando era in fundraising per il round C, chiese ai vari VC interessati all'operazione di testare il proprio servizio. 

Uno di questi, il partner di Bessemer Bryon Deeter, creò un'applicazione semplicissima con Twilio e chiese al fondatore di effettuare una chiamata. 

Lawson, il CEO della startup americana, chiamò e si trovò un risponditore automatico con una voce registrata che chiedeva di premere 1 per ricevere un investimento di 5 milioni di dollari, 2 per 10 milioni e 3 per 15 milioni.



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