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La content curation, il tema caldo del 2011

"I think the next big theme is basically curation." Yuri Milner

Siamo nel turbine dell'information overload. Troppo di tutto: troppi amici, troppe informazioni, troppi stimoli, troppo poco tempo da dedicare a far emergere i contenuti che più ci interessano tra la montagna di notizie pubblicate ogni giorno. 

Ma una potenziale soluzione si inizia a vedere e si chiama curated content, un sistema che ha già risvegliato l'attenzione dei Venture Capital ma anche degli utenti che seppur in percentuale ancora minima hanno iniziato a ricavarsi un'isola felice di tranquillità e d'informazioni selezionate. 

Volendo fare una suddivisione possiamo raggruppare il curated content in quattro modelli distinti: 

  • I celebri aggregatori di notizie come Google News, TechMeme e successivamente Liquida. Ci sono però delle differenze fondamentali: mentre Google News ha puntato sulla semplice aggregazione, Techmeme e Liquida hanno invece utilizzato una formula mista di filtri basati sugli algoritmi delle macchine uniti al fondamentale contributo editoriale curato da uno staff di persone, motivo per il quale il successo di questi è nettamente superiore a quello di Google News. 
  • Le piattaforme editoriali curate da professionisti come blogo, SBNation, Glam Media, Sugar Inc, Weblogs inc o Gawker. Esperti del settore che selezionano il meglio, pubblicano grandi quantità di notizie in ogni verticale e lo mettono a disposizione degli appassionati. Una soluzione che inizia però a dare qualche segno di cedimento sotto il peso dell'information overload.
  • Le piattaforme UGC già esistenti e di successo che hanno adottato sistemi per curare il contenuto. Lo ha fatto Twitter con le liste, Tumblr con lo stream e i tag, Wordpress con i canali tematici e anche YouTube sta lavorando su canali verticali curati addirittura da professionisti del settore.
  • Le nuove piattaforme come Scoop.it, PearlTrees e Paper.li in cui sono gli utenti stessi a scegliere i temi e a selezionare i migliori contenuti per gli altri. Un esempio eclatante di questo sistema è proprio la pagina dedicata alla realtime content curation gestita dal grande Robin Good
L'esigenza generale è ormai evidente e il problema, se andiamo a guardare, germogliava lentamente nel sottobosco da che esiste Internet. 
I primi interventi "curatoriali" li aveva fatti Yahoo! con la directory gestita da persone e non da macchine. Un lavoro che diventava ogni giorno più immane, risolto brutalmente da Google che spostò l'ago della bilancia dalla selezione manuale del singolo sito al pagerank gestito da un algoritmo. 

Su Facebook e Twitter il termometro sono invece i trusted friends. Ottimo sistema per risvegliare l'attenzione delle persone ma con un forte limite: mi prendo a scatola chiusa tutto il pacchetto o niente, e il mio wall si infesta di milioni d'informazioni che spesso non mi interessano. 

In tutto ciò i VC e gli incubatori osservano la situazione e iniziano a notare che sul mercato c'è movimento: le piattaforme editoriali con contenuti curati da uno staff dedicato iniziano a vedere le prime exit, indice dell'interesse sul settore da parte delle grandi aziende. Alcuni esempi sono l'Huffington Post e Weblogs Inc acquistati entrambi da AOL, Curated.by uscita da Angelpad e Storify finanziato con 2 milioni di dollari da Khosla Ventures.  

Esiste poi una nuova soluzione che si sta facendo velocemente strada fra chi, come voi che leggete Wikli, vuole avere un super concentrato di qualità lontano dalla tempesta mediatica troppo brulicante d'informazioni. Questa soluzione arriva attraverso la cara vecchia mail e, inutile spiegarlo proprio qui, è espressa attraverso un digest come facciamo noi con Wikli (un mese di vita, qualche migliaio di lettori) e gli americani di Startup Digest (1 anno di vita, 200.000 iscritti). 

Nel caso di Wikli la grossa differenza rispetto ai blog professionali o i magazine online è che le notizie arrivano già filtrate e soprattutto commentate da una persona come me che opera nel settore e che quindi offre un proprio punto di vista. 

In pratica siamo il supercondensato dell'informazione settoriale, un'evoluzione estrema di curated content. Io ho puntato su questo modello, sarà di successo?

Questo è solo un piccolo assaggio di Wikli.
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In Italia intanto

  • Un bel colpo per Davide Di Cillo  con il pezzo su Tuaw per la demo di 40 iPad sincronizzati con il suo SyncPad.
  • Luca Lani racconta sul suo blog la situazione dei VC in Italia non senza qualche frecciatina al sistema (cosa che condivido in pieno).
  • Blomming si apre al Social Shopping e lancia un'app per vendere i propri prodotti su Facebook.
  • Stereomood in corsa per i WebbyAwards.
  • Fliz.it, il nuovo servizio che usa la tagline "verso la rivoluzione immobiliare", parte con una teaser page che incuriosisce.
  • Primo appuntamento il 3 Maggio a Milano per Kultur Experience, incontri informali con imprenditori del web. L'iscrizione è gratuita, fatevi vedere.
  • Nasce Startup Associate, l'associazione italiana delle startup innovative. Dopo aver letto due o tre volte la mission devo dire che ho capito ancora poco.


Link brevi


Questa settimana investirei in..

Ginzametrics: un prodotto semplice e pulito, in due parole il Google Analytics per il SEO. Ottimi dati di trazione iniziale, un team competente in un mercato, quello del SEO, in piena esplosione (4 miliardi di dollari nel 2012). Passata da YCombinator nel 2010 ha poi avuto tra gli investitori del primo seed anche 500Startups di Dave McClure.


Forse non tutti sanno che

Il giorno dopo aver presentato il progetto a Sequoia, il team di YouTube scoprì che tutti i partner del VC avevano provato e stavano già usando il servizio uploadando qualsiasi tipo di video.

In sintesi: tanto prodotto e pochi numeri (il mio motto preferito).



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