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startup, web, acquisizioni e venture capital

La personalizzazione degli oggetti: sarà l'e-commerce 2.0?

L'e-commerce può sembrare fra i business più tradizionali che troviamo online, specialmente se paragonato con le startup più in voga del momento. Per molti il commercio online si traduce semplicemente in una piattaforma nella quale comprare e vendere oggetti. 

Come ha sottolineato Josh Kopelman di First Round Capital, la maggior parte dei siti di e-commerce leader del settore hanno oltre 12 anni, il che dimostra come queste aziende si siano date da fare per combattere l'innovazione che in questa industria si è espressa con gli acquisti di gruppo, l'integrazione di meccaniche di gioco, le vendite flash, il m-commerce, gli sconti per le offerte locali e l'uso del grafo sociale per l'acquisizione di nuovi utenti. 

Stranamente però Kopelman non si è concentrato sul trend legato alla personalizzazione dei prodotti che sta invece diventando sempre di più centrale all'interno dell'e-commerce. In aggiunta a ciò, quando Fred Wilson di Union Square Ventures rilanciò il post di Kopelman, i lettori non risposero ai dubbi sollevati ma posero l'accento sul valore aggiunto di avere ora dei prodotti unici che prima di Internet non erano accessibili. 

Sulla customizzazione degli articoli si sono invece focalizzate aziende come le pioniere Zazzle e CafePress, entrambe fondate nel 1999 e incentrate sul desiderio degli utenti di poter esprimere loro stessi con prodotti unici come t-shirt, felpe, tazze con il proprio nome o marchio stampato sopra. 

Questo ramo dell'e-commerce ha iniziato dunque a prendere un certo peso già da qualche anno. Nel 2005 John Doerr di Kleiner Perkins  - che si unì al CDA di Zazzle quando la società raccolse 16 milioni di dollari nel round A - dichiarò su BusinessWeek che questo particolare aspetto della personalizzazione rappresentava per loro una parte importante dell'onda dell'user-generated content. Onda che, in altri settori dell'online, ha stravolto le dinamiche portando diversi nuovi player alla ribalta in soli 4-5 anni. 

Oggi le possibilità di customizzazione nel mondo dell'e-commerce vanno ben oltre ciò che Zazzle, CafePress e simili hanno messo in piedi.  Non si tratta più solo di personalizzare degli oggetti preesistenti ma bensì di realizzare e immaginare un oggetto dalla A alla Z. Siti come Moo.com già da anni permettono di customizzare dei prodotti molto semplici come dei biglietti da visita, altri come ShirtsMyWayShoesOfPrey o l'italiano Fattosumisura.it vanno oltre la semplice stampa e realizzano abiti e scarpe su misura e completamente personalizzati. 

Anche alcuni brand hanno sfruttato il medesimo concetto aggiungendo quello dell'esclusività online e lo hanno fatto dando ai propri clienti la possibilità di personalizzare oggetti solo attraverso gli store su Internet. Un esempio eclatante è Nike che con il suo “premier e-commerce experience” NIKEiD già nel lontano 1999 si era tuffata a capofitto in quest'idea ai tempi sicuramente rivoluzionaria. 
Ma il marchio americano non è il solo ad aver cavalcato quest'onda: a seguire anche Converse e Etnies hanno ricalcato il modello integrando piattaforme di customizzazione simili nei propri store online e di recente anche Moleskine è entrata nel business con il suo artist marketplace

Fra le piattaforme di personalizzazione dei prodotti che nell'ultimo periodo hanno suscitato maggior interesse va citato Gemvara, un sito che permette agli utenti di disegnare e far produrre gioielli su misura. La società, che ha appena chiuso un round C da 15 milioni di dollari guidato da Balderton Capital, offre la possibilità di scegliere tra oltre 1500 design, 26 tipi di pietre preziose e 8 diversi metalli preziosi. 

Di recente, inoltre, il trend del prodotti custom creati online si è spinto ancora in avanti con i tanti servizi di stampa 3D apparsi sul mercato. Società come Sculpteo o Shapeways (che ha chiuso a settembre 2010 un round da 5 milioni di dollari) possono produrre in poche ore un oggetto fisico in diversi materiali partendo da un semplice disegno 3D.

Nel complesso, abbracciando ogni sua sfaccettatura, il mercato della personalizzazione è decisamente florido, come dimostra la raccolta di oltre 150 milioni di dollari da parte dei VC. 

Chi la spunterà nel futuro dell'e-commerce? Il buono per una cena con il 70% di sconto acquistato su una delle centinaia di piattaforme di city deal oppure un bel prodottino unico e fatto su misura solo per me?

Questo è solo un piccolo assaggio di Wikli.
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