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startup, web, acquisizioni e venture capital

Larry Page ai comandi di Google, cambierà la strategia sulle acquisizioni?

Dopo 10 anni di Eric Schmidt che hanno portato Google da 90 milioni di dollari di fatturato a 30 miliardi, Larry Page torna ai comandi del colosso americano a seguito delle recenti dimissioni del CEO per cercare di riportare lo spirito da startup in un'azienda ormai troppo rallentata dai processi e poco snella

Page si è messo immediatamente al lavoro e già dal primo giorno del suo nuovo incarico ha annunciato di aver fatto un'offerta da 900 milioni di dollari per i 900 brevetti di Nortel.

I primi segnali della nuova guardia si vedono già forti e chiari in tutti i settori: sette persone sono state promosse a direttori delle varie unità di business con riporto diretto al CEO e il 25% del bonus dei dipendenti è ora legato al successo delle iniziative nel social networking.

Quello che ancora non è chiaro è come Page inciderà sulle strategie di acquisizione future, anche se va sottolineato che in diverse occasioni fu proprio lui il braccio nascosto dietro alcune operazioni fondamentali fatte da Big G.

Si dice ad esempio che Schmidt non fosse a conoscenza dell'acquisizione di Keyhole da parte di Google, operazione fondamentale che sarebbe poi diventata il mostruoso Google Earth, mentre lo era da dietro le quinte proprio il nuovo CEO.

Sempre curioso notare che nel 2005 fu proprio grazie a Page che Google riuscì a finalizzare un'operazione definita dal capo del M&A di Google come "best deal ever". A smuovere tanto giustificato entusiasmo fu l'acquisizione di Android, ai tempi ancora una piccola startup ma oggi, a distanza di 5 anni, il leader nei sistemi operativi per smartphone negli Stati Uniti con il 29% del mercatoFra le altre cose il fondatore Rubin è diventato ora VP del mobile proprio in Google.

Stesso andazzo anche per Chrome: Schmidt non credeva nel progetto tanto da costringere i due co-fondatori a forzare la mano per lanciare il nuovo browser web; dopo poco più di un anno Chrome ha raggiunto uno share importante e non è da escludere che in futuro non possa diventare uno degli OS in uso per i dispositivi leggeri come i tablet.

Facciamo quindi un passo indietro e cerchiamo di ricapitolare alcune delle operazioni completate da Google dal 2001 in avanti.

Sembrerà impossibile ma fra tutti i prodotti lanciati negli ultimi 15 anni, solo due (la search e GMail) sono partiti senza acquisizioni. L'innovazione è quindi sempre venuta dall'esterno e raramente da dentro l'azienda, una strategia bizzarra ma fin ora fortemente sostenuta dai vertici in quanto, come dichiarano, nel 70% dei casi tali acquisizioni si sono trasformate in storie di successo di nuovi prodotti o hanno mantenuto una loro autonomia come nel caso di YouTube e Picasa. 

Ciononostante, l'attenzione dei media è spesso puntata maggiormente sugli insuccessi del gigante di Mountain View perché a tutti piace leggere che anche i grandi sbagliano. Vero, ma se andiamo ad approfondire gli errori commessi da Big G non sono stati poi così tanti.

Ricordiamo tutti le acquisizioni difficili per Dodgeball e FeedBurner, ma non sono poi così numerosi i tentativi andati a vuoto. Cosa più importante è che anche dalle esperienze negative l'azienda californiana è sempre riuscita ad imparare, modificando ad esempio la propria strategia post acquisizione. Come abbiamo visto con Slide - la gaming company acquisita per 179 milioni di dollari l'anno scorso - i nuovi team incorporati vengono ora lasciati completamente indipendenti e operano fuori dagli schemi aziendali della grande G.

A parte l'importante deal YouTube da 1,65 miliardi di dollari che sconvolse il mercato nel 2006, Google ha schiacciato l'acceleratore sulle acquisizioni soprattutto negli ultimi 2-3 anni. Ha iniziato con l'operazione più grande di sempre investendo ben 3,1 miliardi di dollari in DoubleClick (operazione bloccata dall'antitrust per un anno), ha continuato con l'acquisizione di AdMob per 750 milioni di dollari e ha chiuso investendo in ITA Software 700 milioni di dollari. Il lungo elenco non si esaurisce di certo con queste 3 aziende ma continua con le oltre 48 che l'azienda ha comprato solo nell'ultimo anno.

La domanda che quindi mi pongo è la seguente: quale acquisizione possiamo prevedere nell'immediato futuro da parte di Google?

Qualche indicazione ci arriva dai deal che negli ultimi tempi Big G non è riuscita a completare: Groupon  (6 miliardi di dollari di offerta rifiutata), Yelp e Twitter (pur se le voci sono state smentite di recente), 3 aziende che operano in settori dove Google, dopo il rifiuto delle proprie offerte di acquisto, ha deciso di partire in modo indipendente lanciando prodotti interni (deals, places, il misterioso progetto legato al social networking e il servizio +1).

Un buon documento per capire di più sulle strategie di acquisizione dell'azienda di Mountain View si trova in questo panel del 2009 ma anche nell'intervista a Marissa Mayer avvenuta dopo il rifiuto ricevuto da Groupon.

Altre possibilità le immagino in questi ambiti:

  • Giovani startup con modelli innovativi come quello di Duolingo: mentre si impara una lingua straniera (gratuitamente) si aiuta a tradurre.
  • Quora che ha innovato così bene nel settore del Q&A e sarebbe un bacino di knowledge fondamentale per il search di Google.
  • Gli archivi di Miramax per spopolare con YouTube.
  • Oppure potrebbe rafforzarsi nella ricerca immobiliare con Trulia o nel settore degli annunci di lavoro con l'italiana JobRapido.

Bonus point: uno splendido articolo di Wired (2005) sulle origini di Google.

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