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Non è una bolla, sono i 2 miliardi di persone online


Nei giorni scorsi avevo preso qualche appunto per scrivere questo wikli e come per magia mi son trovato l’ottimo post di Stefano Bernardi che argomenta sulla non-bolla meglio di quanto avrei potuto fare. Mi ha proprio rubato la parola.

E’ più di un anno che si parla di nuova bolla e del presunto ritorno di quanto avevamo già visto alla fine degli anni 2000 con società che raccoglievano decine di milioni di Euro a valutazioni fuori da ogni criterio.

Per chi ha vissuto dal vivo quegli anni i ricordi sono ancora vividi: aziende senza modelli di ricavo che raccimolavano soldi da chiunque, stipendi da capogiro senza un senso (capitò sulla carta anche a me), offerte di acquisizione settimanali e tantissime persone che investirono e in parte persero i propri risparmi nelle prime IPO.

Sono passati dieci anni abbondanti e le cose sono cambiate.

Gli utenti che accedono a Internet sono oltre 2 miliardi, gli utilizzatori di smartphone sono 1.8 miliardi e l’e-commerce è ormai una macchina da guerra che smuove oltre 224 miliardi di dollari all’anno (e quasi 19 in Italia). 

Dieci anni che hanno fatto scuola ai tanti talenti usciti dalle startup sopravvissute alla prima ondata: persone che hanno spesso sbagliato e che hanno imparato la lezione. Oltre ai fondatori  è cambiato anche il sistema entro cui si muove una startup con una serie di fattori abilitanti, tecnologie e strumenti che dieci anni fa non esistevano. Dal cloud che permette di scalare con pochissimo sforzo ai sistemi di distribuzione che raggiungono centinaia di milioni di utenti (Facebook, App Store), dagli strumenti di condivisione delle informazioni alle metodologie lean e all’iterazione rapida sui prodotti. 

Un terreno completamente diverso che tra gli altri ha permesso a Instagram di avere una base di oltre 50 milioni di utenti in pochi mesi, a Draw Something di distribuire decine di milioni di app in poche settimane, a Lifestreem Media - società semi sconosciuta fino a ieri - di erogare pubblicità a 300 milioni di utenti Facebook e di fatturare oltre 100 milioni di dollari con solo 3,6 milioni di dollari di finanziamento (prima del round annunciato ieri da 66 milioni), a Evernote di avere 30 milioni di utenti attivi di cui ben 750k paganti in soli 3 anni, a webly di essere profittevole già da un paio di anni e di aver aiutato a creare oltre 11 milioni di siti web e non da ultimo a AirBnb di vedere prenotate in pochi anni ben 5 milioni di notti in oltre 100.000 proprietà in giro per il mondo. 

Ci troviamo quindi nel bel mezzo di una bolla? 

A mio avviso no. Ci sono tutte le premesse perchè diverse delle società di cui sopra, e tante altre, possano diventare colossi da miliardi di Euro di fatturato. Ci sono tutti gli elementi per cui Facebook potrebbe avere tra pochi anni utili nell’ordine delle decine di miliardi di dollari e perchè Instagram tra qualche tempo possa valere, per il colosso capitanato da Zuckerberg, molto più del miliardo di dollari per cui è stato comprato. 

Ma se queste motivazioni non bastassero possiamo cercare di vedere in tre esempi cosa realmente è cambiato tra aziende simili che hanno lanciato i loro servizi a una decina di anni di distanza. 

Nell'abbigliamento boo.com raccolse 135 milioni di dollari e li bruciò in meno di due anni, gilt groupe nello stesso periodo di tempo ha raggiunto oltre 400 milioni di fatturato e consegnato 3,8 milioni di pacchi. 

Nel food webvan raccolse centinaia di milioni e ordinò un sistema di logistica da 1 miliardo di dollari, Foodzie ha raccolto un milione di dollari e genera già fatturati interessanti. 

Nella bellezza ibeauty e beauty.com raccolsero decine di milioni di dollari e fallirono miseramente, birchbox lanciata nel 2010 con 1 milione di fondi fattura già diverse decine di milioni di dollari. 

Al momento, a mio avviso, l’unica bolla è delle persone che pensano di poter raccogliere soldi senza un modello di business, un prototipo e qualche prima metrica.

Questo è solo un piccolo assaggio di Wikli.
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Link brevi


Forse non tutti sanno che

Un bellissimo tweet di Michael Dell, fondatore di Dell Computers:

28 anni fa, con 1000 dollari, invece di studiare per il mio primo anno all'Università del Texas, fondai la Dell.



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