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startup, web, acquisizioni e venture capital

Sua maestà YCombinator e i 100 incubatori in giro per il mondo

YCombinator, l'acceleratore per startup basato a Mountain-View, è l’esempio per eccellenza al quale s’ispira chiunque stia mettendo in piedi un incubatore.

Le motivazioni sono molteplici e per convincerci basta tirar fuori un paio di numeri e di grossi nomi: dall'anno della sua fondazione nel 2005 ad oggi, ha già maturato oltre 300 startup tra cui Dropbox, Airbnb, Songkick, Scribd, WePay e diverse altre società sulla cresta dell'onda in Silicon Valley. Il suo fondatore e CEO, Paul Graham, è riconosciuto a livello internazionale come il pioniere di una modalità migliore e vincente per costruire startup web. Naval Ravikant di AngelList e diversi altri imprenditori e investitori sono arrivati ad affermare che il programma di 3 mesi di YCombinator è sicuramente un'esperienza di maggior valore rispetto a un qualunque master. 

Cosa rende così speciale YCombinator? 

Il modello è molto semplice e spesso viene paragonato a un campo militare per startup e imprenditori. L’incubatore è stato creato con l'assunzione che i primi mesi nella vita di una startup sono i più produttivi ma anche i più critici. Invece di dover spedire un business plan, gli imprenditori da tutto il mondo inviano l'applicazione al programma attraverso il sito mandando i loro progetti ancora in uno stadio alpha o anche solo come descrizione. Dopo un processo lungo e durissimo, 30 progetti (ma nell'ultimo giro il numero è clamorosamente salito a 60) vengono selezionati e si spostano nella Bay Area per lavorare insieme ai mentori del programma alla costruzione della loro startup. 

Le società che vengono incubate ricevono un investimento iniziale di circa 20K $ a team per coprire le spese degli startupper nei 3 mesi del programma; in cambio YCombinator riceve una quota della società che varia dal 2-10%. Al termine del cliclo, le startup presentano i loro progetti al "Demo Day", un evento dove partecipa tutta la crème dei venture capitalist americani come Ron Conway, Dave McClure e Jeff Clavier. 

Come se ciò non fosse già abbastanza allettante per chiunque mira a costruire una propria realtà, la mossa di qualche mese fa ha accentrato ulteriore interesse sull’incubatore: Yuri Millner ha firmato un accordo con Paul Graham per garantire a ognuna delle startup ben 150k $ d’investimento a condizioni estremamente favorevoli per i rispettivi fondatori. 

Splendido e sicuramente invitante per ogni startup, se non fosse che per accedere a YCombinator è tassativo spostarsi in California. Nonostante l’acceleratore attiri imprenditori e investitori da tutto il mondo, Paul Graham continua a guardare nel suo florido orto e purtroppo per noi non sembra avere alcuna intenzione di espandere il programma oltre i confini della Silicon Valley. Le motivazioni che spingono il CEO a non valicare questa soglia potrebbero basarsi sul fatto che l’incubatore affonda alla perfezione le sue radici in un ecosistema locale e non è detto che fuori dalla California lo stesso modello possa funzionare così bene. Graham sostiene che è l'alta concertazione d’investitori e la ressa in Sand Hill Road a permettere alle startup uscite da YCombinator di sviluppare i loro prodotti e crescere. 

Un’ipotesi plausibile anche se, contrariamente a ciò che pensa Graham, sono in molti a sostenere che il successo di YCombinator non dipenda tanto dal luogo in cui nasce e cresce ma bensì dal talento dei fondatori che lo tengono in piedi. 

Andando ad esplorare nei dintorni, in altre città americane come New York, Boston, Boulder e Seattle, notiamo subito un grande fermento nelle attività legate alle startup e, anche se nessuna di queste è così avanzata e di successo come quelle della Silicon Valley, è pur sempre un terreno molto florido. Sarebbe quindi interessante vedere la loro crescita sotto l’influenza di un YCombinator, ma i primi esperimenti sono già in atto. 

TechStars ad esempio, l’incubatore basato a Boulder (Colorado), ha un programma molto simile a quello dell'acceleratore californiano e non a caso ha prodotto società niente male del calibro di Brightkite e Foodzie  tra Boston, Boulder, Seattle e New York. A gennaio scorso inoltre TechStars, come diverse altre startup di cui abbiamo già parlato, è entrata a far parte del programma Startup America di Obama e ha lanciato un network di partner internazionali per cercare di replicare il proprio modello in altre città. 

Anche Startupbootcamp si è data da fare e ha iniziato a conquistare terreno in giro per l'Europa per avviare il programma a partire dal 2012 in città come Dublino, Madrid, Copenhagen, Berlino e Londra. Non scordiamoci che il primo appuntamento di Startupbootcamp tenuto a Copenhagen nel 2010, aveva dato frutti eccezionali. Delle 10 startup messe in piedi, la metà avevano subito attirato l’interesse di potenziali investitori ancor prima che queste terminassero il ciclo di 3 mesi previsto dal programma. 

Infine va assolutamente citato Seedcamp, uno dei primi incubatori sul modello di YCombinator a sbarcare in Europa e che usa uno schema leggermente diverso organizzando eventi ristretti (mini Seedcamp) in diverse città del mondo. Durante questi incontri, che generalmente hanno la durata di un giorno, vengono scelte le società che prenderanno parte al programma e che riceveranno poi 50.000 € in cambio dell'8-10% delle quote della startup. Piccolo ma importante orgoglio italiano, tra le società selezionate nell’ultimo giro di Berlino c’era anche l'italiana MopApp

Se prendiamo quindi come esempio di riferimento quello della Silicon Valley, a primeggiare su tutta l’Europa è sicuramente il Regno Unito. In Gran Bretagna, oltre a Seedcamp, si trovano infatti diversi altri interessanti acceleratori come Springboard e da pochi giorni Oxygen

Meno prolifici in questo senso ma altrettanto interessanti sono i francesi: i nostri sfidanti cugini d’oltralpe hanno studiato molto bene il modello californiano e ne hanno creato una versione custom. Il primo – e forse unico – incubatore che possiamo già vedere in azione è LeCamping dove la durata del programma per ogni startup è di ben 6 mesi intervallati da un investor day (ricordate?). 

Il meccanismo d’investimento è dunque leggermente diverso rispetto a quello americano, anche perché SiliconSentier, la struttura dietro LeCamping, è pubblica e non può intervenire prendendo quote delle singole società. 

In Francia la situazione attuale vede quindi da un lato i fondi pubblici come quelli che sostentano LeCamping che prendono esempio da YCombinator, mentre dall’altro ci sono alcuni imprenditori di successo anche loro al lavoro per lanciare un programma d’incubazione, ma con ritmi completamente diversi e un modello di scuola differente della durata di 3 anni. Non saranno un po’ troppi per gli obiettivi da raggiungere? 

Arriviamo finalmente in Italia dove qualcosa si sta già muovendo. La prima a rimboccarsi le maniche è stata indubbiamente H-Farm con il suo seed program, seguita da  Luigi Cappello a capo di EnLabs, un programma con un meccanismo molto simile a YCombinator. 

In sostanza, se Paul Graham davvero ha deciso di non diffondere il suo verbo aprendo nuove sedi fuori dai confini della Silicon Valley, il mondo si consola come può e dando un’occhiata in giro scopriamo che di programmi di accelerazione per startup in partenza ce ne sono una miriade in ogni parte del globo. Probabilmente molti di essi non saranno all’altezza di YCombinator, ma più che per l’esperienza acquisita durante il training, per un problema concreto che deriva dalla difficoltà di reperire i capitali una volta terminato il programma. E’ vero, chi avvia la propria startup in Silicon Valley è sicuramente facilitato in questo senso, ma come dico sempre a chi me lo chiede i progetti con una buona idea alla base, ben strutturati e con un team in gamba trovano praticamente sempre persone interessate ad investire. Se nessuno ha ancora investito nel vostro non siate timorosi o testardi: scardinatelo e rimontatelo finché non convincerà i possibili investitori ai quali puntate, ma soprattutto voi stessi, in tutta onestà.

Bonus link: YCReject, il programma per le startup rifiutate da YCombinator.

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