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startup, web, acquisizioni e venture capital

Uno, cento, mille lavori. Benvenuti nel web del 2011

Nel mondo delle startup è in atto una nuova rivoluzione e affondando le sue radici nel web 2.0, a dettare le regole non potevano che essere gli utenti più che gli imprenditori. 

Avete mai sentito parlare di economia del riciclo? Non mi riferisco ai mercatini dell'usato né alle aste su eBay ma a quella "nouvelle vague" che sta rivoluzionando l'intero tessuto sociale degli ultimi anni. 

Uno dei migliori portavoce di questa nuova scuola di pensiero è Airbnb, l'eccezionale sito che oltre a permettere di trovare in affitto case di privati in giro per il mondo, ha dato a chiunque la possibilità di noleggiare la propria abitazione, appartamento, capanna sugli alberi o igloo che sia.  

Prima di uscire dai confini della California e imbroccare la via giusta, gli intraprendenti ragazzi di Airbnb fecero parecchi tentativi per diventare ciò che sono oggi. Il primo auto-finanziamento lo misero in opera nel 2008 vendendo dei cereali autoprodotti chiamati Obama O's, come spiegano in questo video assolutamente da vedere.

Trovata decisamente originale, ma non è l'unica storia divertente (e virale) che vede come protagonista Brian Chesky; a giugno 2010 ad esempio, lo stesso cofondatore decise di girare per il mondo per un anno facendosi ospitare ogni 2-3 giorni da un utente diverso di Airbnb. E così fece finendo sulla bocca di tutti e sui divani di molti.

Più passava il tempo e più il progetto Airbnb prendeva una forma tanto divertente quanto geniale fino ad impressionare Paul Graham che li prese in YCombinator. 
Da lì in poi la strada per i ragazzi di San Francisco fu tutta in discesa: ottennero un primo round di finanziamenti nel 2009 da Sequoia con 600k dollari, poi un secondo round sempre da Sequoia e da Greylock Partners, con una bella botta da 7.2 milioni di dollari. 

L'iniezione di soldi ha dato già i primi frutti: oltre ad aver riempito le casse della startup, il business è in totale esplosione con oltre 900.000 notti vendute e la pesante affermazione di Fred Wilson di pochi giorni fa che prevede un futuro più che roseo per i fondatori e per la società: "I'm pretty sure it will be a billion dollar business in time". 

Passando dalle case all'artigianato, un altro esempio di grande successo è Etsy, il sito celebre fra i designer che permette loro di vendere le proprie opere. Anche qui i numeri parlano chiaro: valutazione ormai sopra i 300 milioni di dollari, ultimo round da 20 milioni e previsioni di vendita per il 2011 da 1 miliardo di dollari. 

Se questi sono i nuovi colossi, meno noti ma altrettanto interessanti sono anche: 
  • Store at my house: un box, una cantina libera da affittare? 
  • Desk Time App: il coworking anche per una sola ora o per una sala riunioni.
  • Vayable - offri il tuo tempo libero e diventa una guida turistica a pagamento. 
  • Get Around - per affittare la tua macchina quando non la usi.
  • House bites, un nuovo servizio dall'Inghilterra per organizzare cene con sconosciuti a casa propria guadagnando qualche soldo.
Non è la prima volta che sul web assistiamo a una rivoluzione del genere. Google, eBay, iTunes e Amazon sono solo alcuni dei grandi nomi che a loro tempo sconvolsero il mercato con importanti innovazioni e monopoli del settore.

La differenza rispetto ad allora però è sostanziale: questa volta non si tratta di puntare a tecnologie particolarmente sofisticate. Siamo invece nel pieno dell'era del secondo lavoro per tutti, della ricerca di restare a galla anche dopo la crisi. Più che un obiettivo ambizioso è un reale bisogno che trova una forza ancora maggiore nella moltitudine delle persone spinte dalla stessa necessità.

In sostanza siamo in un'era in cui le persone si rialzano dalle macerie più coraggiose di prima dando nuova vita alle startup e nuova linfa agli utenti.

Questo è solo un piccolo assaggio di Wikli.
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In Italia intanto

  • C'è chi realizza un servizio web/mobile in poche ore e dopo dieci giorni è alla ricerca di 300k dollari di fondi, chi sarà? Il primo che indovina postando un commento sul nostro Facebook vince una maglietta Wikli.
  • L'universo startup italiano: persone, società, amici. Tutto riepilogato in una bella pagina su Startupcharts
  • Diego Trinciarelli lancia NeatList una app per iPhone che sincronizza le to-do list in automatico su Dropbox. Per la serie less is more.
  • La storia di SyncPad e l'iterazione sul prodotto raccontata dal suo fondatore Davide di Cillo. Bravo, bel post!
  • The Hub Milano festeggia un anno, tutti a bere da loro l'8 aprile per il party
  • Stroodle, l'applicazione per iPhone che aggrega più social network sviluppata da un paio di ragazzi dalla terra degli Strudel, si presenta con un simpatico video teaser e sbarca su AppStore.
  • Pastbook, il sito web che genera in automatico un poster con le tue attività su Facebook, apre al pubblico e i primi utenti mandano in fumo i server. 400 poster creati solo nel primo giorno, avanti così!


Link brevi


Questa settimana investirei in..

DotCloud: una piattaforma per sviluppatori che permette in modo estremamente semplice di creare infrastrutture scalabili utilizzando i servizi più comuni (Ruby, Python, MongoDB, Node.js, MySQL e chi più ne ha più ne metta).

La magia della soluzione è l'autoscalabilità della piattaforma, lo sviluppatore rilascia il codice per la sua applicazione e dotcloud scala automaticamente: sia sul frontend con load balancer e application server che sul backend partizionando in verticale o orizzontale i dati. Una meraviglia di servizio. 

Purtroppo anche questa volta, pur se li avevo contattati qualche mese fa quando erano ancora abbastanza sconosciuti, mi hanno chiuso la porta in faccia ;-) e hanno steso il tappeto rosso per Chris Sacca e Ron Conway (mica male).


Forse non tutti sanno che

Se Google fosse nata un paio di anni prima, il CEO sarebbe stato Steve Jobs.



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